Siti per psicologi e psicoterapeuti

    Chi vi cerca lo fa in privato, spesso di sera, dopo mesi che ci pensa. Il sito ha un compito solo: rendere possibile il primo contatto.

    Il sito di uno psicologo non deve convincere: deve abbassare la soglia. Chi cerca ha già deciso di volerci provare e sta rimandando da settimane. Vince la pagina che dice chi siete, come si svolge un primo colloquio, quanto costa e come si prenota — senza claim, senza promesse di risultato, senza gergo clinico.

    8 minPsicologi, psicoterapeuti e studi associati

    Come si comporta chi vi cerca

    • Cerca da telefono, spesso la sera o di notte, in una stanza da solo.
    • Ha rimandato per mesi: il momento in cui apre il sito è raro e va usato bene.
    • Non sa distinguere psicologo, psicoterapeuta e psichiatra, e teme di chiedere la cosa sbagliata.
    • Ha paura di due cose concrete: che costi troppo e che non sia riservato.
    • Preferisce scrivere che telefonare. La telefonata è la barriera più alta che esista in questo settore.

    Il codice deontologico è il vincolo che dà forma alla pagina

    La professione ha regole proprie sulla comunicazione: il perimetro esatto va verificato con il vostro ordine regionale, ma la direzione è chiara e conviene tenerla larga. In pratica significa scrivere una pagina informativa e sobria, che è anche l'unica che questo pubblico trova credibile.

    Non ha postoHa posto
    Testimonianze di pazientiCome si svolge un primo colloquio, passo per passo
    Promesse o percentuali di guarigioneIl vostro orientamento teorico, spiegato in parole comuni
    Confronti con altri professionistiFormazione, iscrizione all'albo, numero e sezione
    Sconti, pacchetti, prime sedute gratis come levaIl costo di una seduta e la durata tipica di un percorso
    Diagnosi o test onlineCosa distingue psicologo, psicoterapeuta e psichiatra

    La riga più importante è la prima: le recensioni di pazienti non sono materiale utilizzabile in questo settore, ed è bene non sollecitarle affatto.

    La riservatezza, tecnicamente

    1. 01

      Il modulo di contatto chiede il minimo

      Nome, un recapito, due righe libere. Non chiedete di descrivere il problema in un modulo: quel testo diventa un dato sulla salute che dovete conservare e proteggere.

    2. 02

      Le richieste non finiscono in una casella qualsiasi

      Vanno a un indirizzo del vostro dominio, non a una casella condivisa o a un gestionale di terzi non valutato.

    3. 03

      Niente tracciamento pubblicitario sulle pagine sensibili

      Uno strumento che segnala «questo utente ha visitato la pagina sui disturbi d'ansia» a una piattaforma pubblicitaria è un problema, non un'ottimizzazione.

    4. 04

      Le sedute online su strumenti valutati

      Non tutte le piattaforme di videochiamata sono equivalenti per un contesto sanitario. La scelta va fatta con il consulente privacy, prima di iniziare.

    Nessuno di questi punti è una consulenza legale: sono le impostazioni tecniche che teniamo per default, e che vanno comunque validate con il vostro consulente insieme all'informativa.

    I contenuti che vi fanno trovare

    Chi cerca non digita il nome di un approccio terapeutico: digita quello che sente. «Attacchi di panico», «ansia da lavoro», «non riesco a dormire da mesi», «terapia di coppia». Le pagine che intercettano queste ricerche funzionano se descrivono l'esperienza e spiegano cosa può fare un percorso — senza mai scivolare nella diagnosi a distanza.

    La forma che regge

    • Descrivere come si presenta un problema, non diagnosticarlo.
    • Spiegare come lavorereste su quel tema, con onestà sui tempi.
    • Dire esplicitamente quando serve rivolgersi a un medico o a un pronto soccorso.
    • Chiudere con il primo passo concreto: scrivere, e sapere quando arriva risposta.

    Da dove si parte

    Per un professionista singolo bastano quattro o cinque pagine fatte bene — chi siete, come si svolge un primo colloquio, i temi su cui lavorate, costi e sede, contatto — e si parte a partire da 390 €. Per uno studio associato si aggiunge una scheda per ogni professionista e la prenotazione, così chi scrive arriva alla persona giusta.

    Domande frequenti

    Che sito serve a uno psicologo?
    Quattro o cinque pagine sobrie: chi siete, come si svolge un primo colloquio, i temi su cui lavorate, costi e sede, contatto. Non deve convincere — chi arriva ha già deciso — deve rendere facile il primo messaggio.
    Posso pubblicare recensioni dei pazienti?
    No, ed è bene non sollecitarle affatto. Una recensione firmata rivela che quella persona è in terapia, che è un'informazione sulla salute resa pubblica. Anche rispondere per ringraziare la conferma.
    Meglio un modulo o il numero di telefono?
    Il modulo. Chi vi cerca lo fa spesso di sera e preferisce scrivere: la telefonata è la barriera più alta che esista in questo settore. Serve però indicare entro quando risponderete.
    Il modulo può chiedere di descrivere il problema?
    Meglio di no. Quel testo diventa un dato sulla salute che dovete conservare e proteggere. Chiedete nome, un recapito e due righe libere: il resto si dice al primo colloquio.
    Che contenuti scrivere per farsi trovare?
    Quello che le persone digitano davvero: attacchi di panico, ansia da lavoro, terapia di coppia. Descrivendo come si presenta un problema e cosa può fare un percorso, senza mai diagnosticare a distanza e indicando quando serve un medico.

    Continua da qui

    Quanto è facile scriverti alle undici di sera?

    È lì che si decide. In mezz'ora guardiamo il tuo primo contatto e cosa serve per renderlo semplice, sobrio e riservato.

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