Il ritorno di un sito web: come calcolarlo senza raccontarsi storie

    Non con le visite. Servono tre numeri, e due li avete già: il valore di un cliente e quanti contatti chiudete.

    8 minImprenditori e direzione

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Il ritorno di un sito si calcola con tre numeri: quanti contatti genera, quale percentuale di questi diventa cliente, e quanto vale un cliente nel tempo. Le visite non entrano nel calcolo se non come denominatore. Senza il tracciamento dei contatti il calcolo è impossibile, ed è il motivo per cui la maggior parte delle aziende non sa se il proprio sito rende.

    Le visite non sono un risultato: sono un denominatore.

    Senza tracciamento dei contatti il calcolo è impossibile.

    L'orizzonte è di anni, non di mesi: un sito è un investimento, non una campagna.

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    I tre numeri che servono

    1. 01

      Quanti contatti arriva dal sito

      Non le visite: i contatti. Richieste, chiamate partite dal sito, moduli inviati. Va tracciato, altrimenti tutto il resto è opinione.

    2. 02

      Quale percentuale diventa cliente

      Questo numero lo conoscete già, o lo conosce chi vende. Va calcolato sui contatti che arrivano dal sito, che possono chiudere a un tasso diverso da quelli che arrivano per passaparola.

    3. 03

      Quanto vale un cliente

      Non il primo ordine: il margine su tutto il rapporto. In molti settori un cliente acquisito vale per anni, e usare solo il primo ordine sottostima il ritorno di molto.

    Moltiplicando i tre si ottiene quanto il sito ha prodotto in un periodo. Confrontandolo con quanto è costato — realizzazione ammortizzata più costi annui — si ottiene il ritorno. È un calcolo di dieci minuti che quasi nessuno fa.

    Perché senza tracciamento non si può fare

    Il primo dei tre numeri è quello che manca quasi sempre. Molte aziende sanno quante visite riceve il sito e quanti clienti hanno acquisito, ma non sanno quali clienti sono arrivati dal sito — quindi non possono collegare le due cose.

    Il minimo per rendere misurabile un sito

    • Ogni invio di modulo registrato come evento, non solo come email ricevuta.
    • Le chiamate partite dal sito distinte da quelle dirette, con un numero dedicato o il tracciamento del clic.
    • Una domanda nel modulo o al primo contatto: come ci ha trovati.
    • L'origine del contatto registrata nel CRM o dove tenete i clienti.
    • L'esito della trattativa collegato all'origine.

    L'orizzonte temporale

    Un sito non è una campagna: non produce risultati nel mese in cui viene pubblicato. Il traffico organico si costruisce in mesi e continua a produrre per anni, e valutarlo su un trimestre porta a conclusioni sbagliate in entrambe le direzioni.

    PeriodoCosa aspettarsi
    Primi 2 mesiQuasi nulla dal traffico organico: le pagine si stanno indicizzando
    Mesi 3-6I primi contatti da ricerche specifiche
    Mesi 6-12Crescita, se i contenuti continuano ad essere aggiunti
    Anno 2I contenuti pubblicati il primo anno producono ancora, e ne arrivano di nuovi
    Anno 3Il rendimento del lavoro fatto si compone: è qui che il calcolo diventa favorevole

    La caratteristica del canale organico è che non si ferma quando si smette di pagare: una pagina scritta due anni fa continua a portare contatti. È anche il motivo per cui il confronto con la pubblicità va fatto su periodi lunghi.

    Cosa non entra nel calcolo ma conta

    • I clienti che vi hanno trovato per passaparola e hanno controllato il sito prima di chiamare: se il sito li avesse insospettiti, non avreste ricevuto la chiamata.
    • Le trattative chiuse più facilmente perché il cliente era già informato.
    • I contatti sbagliati che non avete ricevuto perché il sito filtrava: è tempo risparmiato che non compare da nessuna parte.
    • Le candidature spontanee, in un mercato del lavoro in cui trovare persone è difficile.
    • La credibilità nelle gare e nelle presentazioni, dove il sito viene guardato.

    Nessuna di queste è quantificabile con precisione, e proprio per questo non vanno usate per giustificare un investimento. Vanno però tenute presenti quando il calcolo dei tre numeri dà un risultato appena in pari: il valore reale è quasi certamente superiore.

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    Domande frequenti

    Come si calcola il ritorno di un sito web?

    Con tre numeri: quanti contatti genera, quale percentuale diventa cliente e quanto vale un cliente nel tempo. Il prodotto dei tre, confrontato con il costo del sito ammortizzato più i costi annui, dà il ritorno. Le visite non entrano nel calcolo.

    Perché le visite non sono un risultato?

    Perché sono un denominatore, non un obiettivo: diecimila visite che non producono contatti valgono meno di cinquecento visite che ne producono venti. Le visite servono a capire se un problema è di traffico o di conversione, non a misurare il ritorno.

    Cosa serve per rendere misurabile un sito?

    Il tracciamento dei contatti come eventi, la distinzione tra chiamate dal sito e dirette, una domanda su come vi hanno trovati e l'origine registrata insieme all'esito della trattativa. Senza il primo numero il calcolo è impossibile.

    In quanto tempo un sito si ripaga?

    Dipende dal valore di un cliente, ma l'orizzonte è di anni non di mesi: i primi contatti organici arrivano dopo mesi e il rendimento si compone nel tempo. Valutare un sito su un trimestre porta a conclusioni sbagliate.

    Conviene più un sito o la pubblicità?

    Sono canali con curve diverse: la pubblicità produce subito e si ferma quando smettete di pagare, il sito produce dopo mesi e continua per anni. Il confronto ha senso solo su periodi lunghi, e nella maggior parte dei casi la risposta è entrambi con pesi diversi nel tempo.

    Se non sai quanti clienti sono arrivati dal sito nell'ultimo anno, il primo intervento non è il sito: è il tracciamento. Si imposta in un pomeriggio.

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