Migrare un e-commerce senza perdere vendite (né posizioni su Google)

    Il calo di traffico dopo una migrazione non è inevitabile: dipende quasi sempre da una cosa sola, e si previene prima del passaggio.

    9 minE-commerce manager, titolari, responsabili IT

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Il rischio principale di una migrazione e-commerce non è tecnico ma organico: se gli indirizzi delle pagine cambiano e i vecchi non vengono reindirizzati uno a uno verso i nuovi, si perdono contemporaneamente posizionamento, traffico e vendite. La mappa dei redirect va costruita prima del passaggio, non dopo.

    Il calo di traffico post-migrazione nasce quasi sempre dai redirect mancanti.

    La mappa vecchio URL → nuovo URL va fatta prima, non dopo.

    Un calo del 10-20% per qualche settimana è fisiologico; oltre, c'è un errore da correggere.

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    Perché si perde traffico

    Ogni pagina prodotto e categoria che ha posizioni su Google le ha guadagnate nel tempo, e quel valore è legato a un indirizzo specifico. Cambiando piattaforma la struttura degli indirizzi cambia quasi sempre: senza un reindirizzamento permanente da ciascun vecchio indirizzo al nuovo corrispondente, Google trova errori al posto delle pagine e il valore accumulato si azzera.

    Le cause reali dei cali post-migrazione
    CausaFrequenzaRecuperabile?
    Redirect mancanti o parzialiMolto frequenteSì, se corretti in fretta
    Redirect di massa verso la homeFrequenteSì, ma va rifatto uno a uno
    Testi delle schede non trasferitiFrequenteSì, riscrivendo
    Nuovo sito più lento del precedenteFrequenteSì, ottimizzando
    Sito di test lasciato indicizzabileOccasionaleSì, ma serve tempo
    Catalogo ridotto in migrazioneOccasionaleSolo ripubblicando

    Il reindirizzamento di tutti i vecchi indirizzi verso la home page è l'errore più costoso e anche il più comune: Google lo interpreta come pagina rimossa, non come pagina spostata.

    La mappa dei redirect

    1. 01

      Estrarre tutti gli indirizzi esistenti

      Non solo quelli a catalogo: servono anche le pagine uscite dal catalogo che ricevono ancora visite, prese dai dati di Search Console degli ultimi dodici mesi e dai log del server.

    2. 02

      Ordinarli per traffico e per link ricevuti

      Se gli indirizzi sono migliaia, le prime centinaia coprono la quasi totalità del valore. Quelle vanno verificate a mano.

    3. 03

      Associare a ciascuno la destinazione nuova

      Prodotto per prodotto e categoria per categoria. Dove il prodotto non esiste più, la destinazione è la categoria più vicina, mai la home.

    4. 04

      Verificare la mappa prima del passaggio

      Su ambiente di prova, controllando che ogni riga risponda con un reindirizzamento permanente e non con una catena di più salti.

    5. 05

      Controllare nei giorni successivi

      Search Console segnala gli errori entro pochi giorni: è la finestra in cui correggere costa poco.

    Cosa va portato oltre ai prodotti

    DatoCriticitàNota
    Anagrafiche clientiAltaLe password non si migrano: serve un reset guidato, comunicato prima
    Storico ordiniAltaServe per assistenza, resi e garanzie
    Recensioni prodottoAltaDifficili da riottenere, incidono sulla conversione
    Buoni sconto attiviMediaSe non migrano, arrivano reclami il primo giorno
    Abbonamenti e pagamenti ricorrentiMolto altaVanno verificati con il gestore dei pagamenti prima del passaggio
    Contenuti del blogMediaSpesso dimenticati, spesso la parte più posizionata

    Gli abbonamenti attivi meritano attenzione particolare: sono l'unica voce che, se gestita male, produce un danno economico immediato e visibile, perché i rinnovi si interrompono senza che nessuno se ne accorga fino all'estratto conto successivo.

    Il giorno del passaggio, e le settimane dopo

    Prima di aprire il nuovo sito al pubblico

    • Il sito di prova è chiuso ai motori di ricerca e il nuovo è aperto: è l'errore che si fa a parti invertite.
    • I redirect sono attivi e verificati a campione sulle pagine più visitate.
    • Un ordine di prova è stato completato davvero, pagamento compreso.
    • Le email transazionali arrivano e non finiscono nello spam.
    • Il tracciamento delle conversioni è attivo e verificato sull'ordine di prova.
    • La vecchia piattaforma resta accessibile in sola lettura per almeno un mese.
    • Il momento scelto è quello di traffico minimo della settimana.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Perché dopo la migrazione l'e-commerce ha perso traffico?

    Nella grande maggioranza dei casi perché i vecchi indirizzi non sono stati reindirizzati uno a uno ai nuovi, o sono stati reindirizzati tutti alla home page. Google interpreta la seconda soluzione come pagina rimossa e azzera il posizionamento accumulato.

    Quanto tempo serve per recuperare?

    Con i redirect fatti bene, due-quattro settimane per tornare ai livelli precedenti. Se dopo sei-otto settimane il traffico non è rientrato, non è assestamento: c'è un errore da trovare, e va cercato prima nei redirect e poi nei contenuti non trasferiti.

    Si possono migrare le password dei clienti?

    No: sono conservate cifrate in modo non reversibile, ed è corretto che sia così. Si migrano le anagrafiche e si guida il cliente a impostare una nuova password, comunicandolo prima del passaggio per non generare l'impressione di un problema di sicurezza.

    Meglio migrare tutto insieme o per parti?

    Per un e-commerce, tutto insieme in un momento di traffico basso. Tenere due sistemi attivi in parallelo significa gestire due volte magazzino, ordini e prezzi, con un rischio di disallineamento superiore a quello di un passaggio unico ben preparato.

    Quali pagine si dimenticano più spesso?

    Filtri di categoria indicizzati, vecchie landing di campagne, articoli del blog e pagine di assistenza. Portano meno traffico delle schede prodotto ma spesso raccolgono link esterni, e sono le prime a sparire nelle migrazioni fatte di fretta.

    Va tenuto attivo il vecchio sito?

    In sola lettura per almeno un mese, sì: serve a recuperare dati che ci si accorge di non aver portato e a verificare storici di ordini in caso di contestazioni. Il dominio invece deve puntare al nuovo sito dal primo giorno.

    Prima di migrare, facciamo insieme la mappa dei redirect: è l'ora che evita il calo.

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