Cosa significa «minima» senza fare danni
L'errore più comune è interpretare «versione minima» come «tutte le funzioni previste, ma abbozzate». Il risultato è un prodotto che nessuno può usare per lavorare davvero, e da cui quindi non si impara nulla. L'interpretazione corretta è opposta: poche funzioni, ma complete al punto che una persona può fare il proprio lavoro dall'inizio alla fine.
| Interpretazione | Cosa produce |
|---|---|
| Tutte le funzioni al 30% | Nessuno riesce a lavorarci: nessun apprendimento |
| Un percorso completo al 100% | Qualcuno lo usa davvero: si scopre cosa manca |
| Solo l'interfaccia, senza logica | Utile per validare il concetto, non l'utilità |
| Il prodotto completo, ma in ritardo | Si scopre cosa non serviva dopo averlo pagato |
Come si sceglie cosa entra
- 01
Scrivere la frase che descrive il lavoro
«Un tecnico apre l'app, registra l'intervento, il cliente firma, l'ufficio lo vede». Se non riuscite a scriverla in una riga, il perimetro non è ancora chiaro.
- 02
Elencare i passi di quella frase
Ognuno è una funzione. Tutto ciò che non compare in quei passi è fuori dalla prima versione, per definizione.
- 03
Togliere i casi particolari
Il tecnico che lavora per due aziende, l'intervento annullato a metà, la firma di chi non è il titolare. Esistono, ma nella prima versione si gestiscono a mano.
- 04
Scrivere l'elenco di ciò che avete tolto
È il documento più utile del progetto: impedisce che le stesse discussioni si ripetano, e diventa la mappa delle versioni successive.
I primi utenti
| Scelta | Effetto |
|---|---|
| Tre-cinque persone che fanno quel lavoro ogni giorno | Il feedback migliore possibile |
| Tutta l'azienda dal primo giorno | Le critiche sommergono i segnali utili |
| Solo la direzione | Si valuta l'aspetto, non l'utilità |
| Il cliente più esigente | Si costruisce per un caso limite |
| Nessuno, finché non è finito | Si scopre tutto quando cambiare costa di più |
Le persone scelte vanno avvisate che stanno usando una prima versione e che i loro problemi verranno raccolti: senza questo patto, la reazione al primo difetto è l'abbandono.
Vale la pena osservare quelle persone mentre lo usano, invece di chiedere loro un parere. Quello che dicono in riunione e quello che fanno davanti allo schermo raramente coincidono, e la seconda informazione è quella che serve.
Decidere se continuare
Il criterio va scritto prima di iniziare
- Quante persone devono usarlo spontaneamente perché si consideri riuscito?
- Con che frequenza, e per quante settimane consecutive?
- Quale attività fatta prima in altro modo deve essersi spostata qui?
- Cosa vi farebbe decidere di fermarvi? Se non c'è risposta, non state validando nulla.