Serve un sito se i clienti ti cercano prima di conoscerti. Un e-commerce se devi vendere prodotti a distanza. Un'app se le stesse persone tornano molte volte e ti serve il telefono acceso. Una web app se il problema non è farsi trovare ma far funzionare un processo interno. La maggior parte delle attività ha bisogno del primo e crede di aver bisogno del terzo.
Le due domande che decidono
Quasi tutte le richieste che riceviamo iniziano dallo strumento — «ci serve un'app» — invece che dal problema. Le due domande che portano alla risposta giusta sono altre, e si rispondono in un minuto.
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Come ti trova oggi un cliente nuovo?
Passaparola, mappa di Google, ricerca su internet, un marketplace, una vetrina fisica, un commerciale. Se la risposta è «ci cercano su internet», serve qualcosa che esista su internet. Se è «ci conoscono già tutti», serve altro.
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Cosa deve poter fare, una volta arrivato?
Capire cosa fai e chiamarti. Comprare. Prenotare. Consultare i propri documenti. Ordinare la stessa cosa ogni mese. Ogni risposta porta a uno strumento diverso, e sono strumenti che costano molto diversamente.
Le quattro risposte possibili
| Se la situazione è | Serve | Perché |
|---|---|---|
| Ti cercano prima di conoscerti, e devono decidere se chiamarti | Un sito | È l'unico strumento che ti fa trovare da chi non ti conosce |
| Vendi prodotti che si possono spedire o ritirare | Un e-commerce | Il pagamento e il catalogo sono il prodotto stesso |
| Le stesse persone tornano ogni settimana e ti serve notificarle | Un'app | È l'unico caso in cui l'installazione si giustifica |
| I clienti devono consultare o fare qualcosa di loro | Un'area riservata | Accesso e dati personali, non contenuti pubblici |
| Il problema è interno: fogli, email, ricopiature | Una web app | Non ha niente a che vedere con il farsi trovare |
| Vendi ad altre aziende che riordinano spesso | Un portale ordini | Listini personalizzati e riordino, non un carrello |
Le righe non si escludono: molte attività hanno bisogno della prima più una delle altre. Ma quasi nessuna ha bisogno di tutte, e provarci insieme è il modo più rapido per non finire nulla.
L'app: il caso in cui quasi sempre non serve
È la richiesta più frequente e quella che più spesso ritiriamo. Un'app va installata, e far installare qualcosa è difficile: se una persona non ha già una ragione forte per tornare da te ogni settimana, non la scaricherà. Il costo di far installare un'app supera spesso quello di svilupparla.
| Chi chiede un'app | Cosa gli serve davvero |
|---|---|
| Un ristorante che vuole i menù aggiornati | Un sito veloce e la scheda Google curata |
| Un negozio che vuole vendere online | Un e-commerce |
| Uno studio che vuole far prenotare | Una prenotazione online sul sito |
| Una palestra con abbonati che entrano ogni giorno | Un'app: qui ha senso davvero |
| Un'azienda con tecnici sul campo senza rete | Un'app o una PWA: anche qui ha senso |
| Un'attività che vuole «esserci anche noi» | Niente: è un costo senza domanda dietro |
Le due righe in cui l'app serve hanno una cosa in comune: uso frequente e ripetuto, oppure una funzione del telefono che il browser non copre — fotocamera, posizione, uso senza connessione.
Il sito: quello che serve quasi a tutti
Anche a chi lavora solo per passaparola. Chi riceve il vostro nome da un conoscente vi cerca prima di chiamarvi, e quello che trova decide se chiama. Un sito che non esiste, o che sembra fermo al 2014, lavora contro di voi proprio nel momento in cui il passaparola aveva funzionato.
Cosa deve fare, in ordine di importanza
- Dire in cinque secondi cosa fate, per chi, e dove.
- Rispondere alle tre domande che vi fanno sempre al telefono.
- Rendere ovvio come contattarvi, con il telefono cliccabile.
- Caricarsi in fretta da telefono, che è da dove arriva quasi tutto il traffico.
- Esistere sulla scheda Google con orari, indirizzo e foto vere.
Si parte a partire da 390 € per un sito vetrina di poche pagine fatte bene, che per la maggior parte delle attività locali è esattamente ciò che serve.
La web app: quando il problema non è farsi trovare
È la categoria che quasi nessuno chiede per nome, e quella che risolve i problemi più costosi. Non serve a portare clienti: serve a togliere il lavoro che si fa due volte. Se in azienda esiste un foglio di calcolo che regge un processo intero e lo aggiorna una sola persona, quello è il segnale.
- Ordini che arrivano per email e qualcuno ribatte nel gestionale.
- Rapportini su carta che tornano in ufficio il venerdì.
- Clienti che telefonano per chiedere a che punto è la loro pratica.
- Preventivi che passano tutti dalla stessa persona.
- Dati che vivono in quattro posti e non coincidono mai.
L'ordine in cui affrontarle
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Prima il sito e la scheda Google
Sono la base su cui tutto il resto poggia, costano meno di tutto il resto e producono l'effetto più rapido.
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Poi la cosa che togliete di mezzo
Prenotazioni, preventivi, ordini: il processo che oggi consuma più tempo ogni settimana.
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Poi vendere online, se ha senso per il vostro prodotto
Non tutti i prodotti si vendono a distanza, e dirlo prima evita un progetto sbagliato.
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L'app per ultima, e solo se la domanda regge
Quante volte al mese la stessa persona la userebbe. Se non lo sapete, la risposta è che non serve ancora.
Domande frequenti
- Come capisco se mi serve un sito o un'app?
- Con due domande: come ti trova un cliente nuovo, e cosa deve poter fare una volta arrivato. Un sito serve a farsi trovare da chi non ti conosce; un'app serve solo se le stesse persone tornano molte volte, perché va installata.
- Quante volte deve essere usata un'app perché convenga?
- La regola pratica è quattro o cinque volte al mese dalla stessa persona. Sotto quella frequenza non viene installata, o viene disinstallata dopo poco, e un sito raggiunge quella persona senza chiederle niente.
- Serve un sito anche se lavoro solo per passaparola?
- Sì, ed è forse il caso in cui serve di più: chi riceve il vostro nome da un conoscente vi cerca prima di chiamarvi. Un sito assente o vecchio lavora contro di voi proprio nel momento in cui il passaparola aveva funzionato.
- Che differenza c'è tra web app e sito?
- Il sito serve a farsi trovare, la web app a far funzionare un processo. La seconda non porta clienti: toglie il lavoro fatto due volte — ordini ribattuti a mano, rapportini su carta, telefonate per sapere a che punto è una pratica.
- Posso fare tutto insieme?
- Si può, e quasi mai conviene: un progetto che insegue quattro obiettivi non ne raggiunge nessuno nei tempi previsti. L'ordine che funziona è sito, poi il processo che consuma più tempo, poi la vendita online, e l'app per ultima.
- Quanto costa partire?
- Un sito vetrina di poche pagine fatte bene parte da poche centinaia di euro, ed è ciò che serve alla maggior parte delle attività locali. Gli altri strumenti costano di più perché richiedono di collegarsi ai vostri dati: te lo diciamo nella consulenza gratuita, prima di qualsiasi impegno.