Sito, app o web app: cosa serve davvero alla tua attività

    La domanda non è quale sia meglio, ma come ti trovano i clienti e cosa devono poter fare. Da quelle due risposte esce lo strumento.

    Serve un sito se i clienti ti cercano prima di conoscerti. Un e-commerce se devi vendere prodotti a distanza. Un'app se le stesse persone tornano molte volte e ti serve il telefono acceso. Una web app se il problema non è farsi trovare ma far funzionare un processo interno. La maggior parte delle attività ha bisogno del primo e crede di aver bisogno del terzo.

    9 minImprenditori, titolari di attività, direzione

    Le due domande che decidono

    Quasi tutte le richieste che riceviamo iniziano dallo strumento — «ci serve un'app» — invece che dal problema. Le due domande che portano alla risposta giusta sono altre, e si rispondono in un minuto.

    1. 01

      Come ti trova oggi un cliente nuovo?

      Passaparola, mappa di Google, ricerca su internet, un marketplace, una vetrina fisica, un commerciale. Se la risposta è «ci cercano su internet», serve qualcosa che esista su internet. Se è «ci conoscono già tutti», serve altro.

    2. 02

      Cosa deve poter fare, una volta arrivato?

      Capire cosa fai e chiamarti. Comprare. Prenotare. Consultare i propri documenti. Ordinare la stessa cosa ogni mese. Ogni risposta porta a uno strumento diverso, e sono strumenti che costano molto diversamente.

    Le quattro risposte possibili

    Cosa serve, in base alle due domande
    Se la situazione èServePerché
    Ti cercano prima di conoscerti, e devono decidere se chiamartiUn sitoÈ l'unico strumento che ti fa trovare da chi non ti conosce
    Vendi prodotti che si possono spedire o ritirareUn e-commerceIl pagamento e il catalogo sono il prodotto stesso
    Le stesse persone tornano ogni settimana e ti serve notificarleUn'appÈ l'unico caso in cui l'installazione si giustifica
    I clienti devono consultare o fare qualcosa di loroUn'area riservataAccesso e dati personali, non contenuti pubblici
    Il problema è interno: fogli, email, ricopiatureUna web appNon ha niente a che vedere con il farsi trovare
    Vendi ad altre aziende che riordinano spessoUn portale ordiniListini personalizzati e riordino, non un carrello

    Le righe non si escludono: molte attività hanno bisogno della prima più una delle altre. Ma quasi nessuna ha bisogno di tutte, e provarci insieme è il modo più rapido per non finire nulla.

    L'app: il caso in cui quasi sempre non serve

    È la richiesta più frequente e quella che più spesso ritiriamo. Un'app va installata, e far installare qualcosa è difficile: se una persona non ha già una ragione forte per tornare da te ogni settimana, non la scaricherà. Il costo di far installare un'app supera spesso quello di svilupparla.

    Chi chiede un'appCosa gli serve davvero
    Un ristorante che vuole i menù aggiornatiUn sito veloce e la scheda Google curata
    Un negozio che vuole vendere onlineUn e-commerce
    Uno studio che vuole far prenotareUna prenotazione online sul sito
    Una palestra con abbonati che entrano ogni giornoUn'app: qui ha senso davvero
    Un'azienda con tecnici sul campo senza reteUn'app o una PWA: anche qui ha senso
    Un'attività che vuole «esserci anche noi»Niente: è un costo senza domanda dietro

    Le due righe in cui l'app serve hanno una cosa in comune: uso frequente e ripetuto, oppure una funzione del telefono che il browser non copre — fotocamera, posizione, uso senza connessione.

    Il sito: quello che serve quasi a tutti

    Anche a chi lavora solo per passaparola. Chi riceve il vostro nome da un conoscente vi cerca prima di chiamarvi, e quello che trova decide se chiama. Un sito che non esiste, o che sembra fermo al 2014, lavora contro di voi proprio nel momento in cui il passaparola aveva funzionato.

    Cosa deve fare, in ordine di importanza

    • Dire in cinque secondi cosa fate, per chi, e dove.
    • Rispondere alle tre domande che vi fanno sempre al telefono.
    • Rendere ovvio come contattarvi, con il telefono cliccabile.
    • Caricarsi in fretta da telefono, che è da dove arriva quasi tutto il traffico.
    • Esistere sulla scheda Google con orari, indirizzo e foto vere.

    Si parte a partire da 390 € per un sito vetrina di poche pagine fatte bene, che per la maggior parte delle attività locali è esattamente ciò che serve.

    La web app: quando il problema non è farsi trovare

    È la categoria che quasi nessuno chiede per nome, e quella che risolve i problemi più costosi. Non serve a portare clienti: serve a togliere il lavoro che si fa due volte. Se in azienda esiste un foglio di calcolo che regge un processo intero e lo aggiorna una sola persona, quello è il segnale.

    • Ordini che arrivano per email e qualcuno ribatte nel gestionale.
    • Rapportini su carta che tornano in ufficio il venerdì.
    • Clienti che telefonano per chiedere a che punto è la loro pratica.
    • Preventivi che passano tutti dalla stessa persona.
    • Dati che vivono in quattro posti e non coincidono mai.

    L'ordine in cui affrontarle

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      Prima il sito e la scheda Google

      Sono la base su cui tutto il resto poggia, costano meno di tutto il resto e producono l'effetto più rapido.

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      Poi la cosa che togliete di mezzo

      Prenotazioni, preventivi, ordini: il processo che oggi consuma più tempo ogni settimana.

    3. 03

      Poi vendere online, se ha senso per il vostro prodotto

      Non tutti i prodotti si vendono a distanza, e dirlo prima evita un progetto sbagliato.

    4. 04

      L'app per ultima, e solo se la domanda regge

      Quante volte al mese la stessa persona la userebbe. Se non lo sapete, la risposta è che non serve ancora.

    Domande frequenti

    Come capisco se mi serve un sito o un'app?
    Con due domande: come ti trova un cliente nuovo, e cosa deve poter fare una volta arrivato. Un sito serve a farsi trovare da chi non ti conosce; un'app serve solo se le stesse persone tornano molte volte, perché va installata.
    Quante volte deve essere usata un'app perché convenga?
    La regola pratica è quattro o cinque volte al mese dalla stessa persona. Sotto quella frequenza non viene installata, o viene disinstallata dopo poco, e un sito raggiunge quella persona senza chiederle niente.
    Serve un sito anche se lavoro solo per passaparola?
    Sì, ed è forse il caso in cui serve di più: chi riceve il vostro nome da un conoscente vi cerca prima di chiamarvi. Un sito assente o vecchio lavora contro di voi proprio nel momento in cui il passaparola aveva funzionato.
    Che differenza c'è tra web app e sito?
    Il sito serve a farsi trovare, la web app a far funzionare un processo. La seconda non porta clienti: toglie il lavoro fatto due volte — ordini ribattuti a mano, rapportini su carta, telefonate per sapere a che punto è una pratica.
    Posso fare tutto insieme?
    Si può, e quasi mai conviene: un progetto che insegue quattro obiettivi non ne raggiunge nessuno nei tempi previsti. L'ordine che funziona è sito, poi il processo che consuma più tempo, poi la vendita online, e l'app per ultima.
    Quanto costa partire?
    Un sito vetrina di poche pagine fatte bene parte da poche centinaia di euro, ed è ciò che serve alla maggior parte delle attività locali. Gli altri strumenti costano di più perché richiedono di collegarsi ai vostri dati: te lo diciamo nella consulenza gratuita, prima di qualsiasi impegno.

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    Rispondi alle due domande e ti diciamo cosa serve

    Come ti trovano oggi i clienti, e cosa devono poter fare. In trenta minuti sai quale strumento ti serve davvero — anche quando la risposta è «nessuno di questi, per ora».

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