Un sito in abbonamento costa poco all'inizio e sempre uguale nel tempo, e non richiede che vi occupiate di nulla. Un sito di proprietà costa di più all'inizio, meno nel tempo, e presuppone che qualcuno se ne occupi. La scelta si fa su tre anni e su una domanda: c'è qualcuno che se ne occuperà davvero?
Le due strade, senza tifo
| In abbonamento | Di proprietà | |
|---|---|---|
| Spesa iniziale | Bassa o nulla | Da 390 € |
| Spesa ricorrente | Canone, ogni mese, per sempre | Dominio, hosting, manutenzione |
| Aggiornamenti tecnici | Compresi: non vi riguardano | Vostri, o di chi vi assiste |
| Sicurezza | Della piattaforma | Vostra responsabilità |
| Se smettete di pagare | Il sito si spegne | Resta online finché c'è l'hosting |
| Limiti su cosa potete fare | Quelli della piattaforma | Nessun limite strutturale |
| Chi può metterci mano | Solo dentro quel sistema | Chiunque sappia lavorarci |
Le righe tre e quattro sono il vero scambio: in abbonamento pagate perché qualcun altro se ne occupi. Se in azienda non c'è nessuno che se ne occuperebbe comunque, quel canone sta comprando qualcosa di reale.
Il conto su tre anni
Confrontare un canone mensile con un costo iniziale non dice niente. Il confronto che ha senso è il totale su tre anni, che è l'orizzonte tipico di un sito aziendale prima che valga la pena rimetterci mano.
- 01
Per l'abbonamento, sommate tutto
Canone del piano che vi serve davvero, non quello base, per trentasei mesi. Più le estensioni a pagamento, che si accumulano senza che nessuno le sommi.
- 02
Per il sito di proprietà, sommate tutto
Costruzione, più dominio e hosting per tre anni, più la manutenzione: aggiornamenti, backup, piccole modifiche.
- 03
Aggiungete a entrambi il vostro tempo
In abbonamento è tempo per usare l'editor; in proprietà è tempo per coordinare chi fa la manutenzione. Non è zero da nessuna delle due parti.
- 04
Guardate il totale, non la prima riga
È l'unico confronto che dice qualcosa. Spesso i due totali sono più vicini di quanto sembri, e a quel punto decide altro.
La domanda che decide più del prezzo
C'è qualcuno che se ne occuperà? Non in teoria: con un nome e cognome. Un sito di proprietà senza nessuno che controlli gli aggiornamenti diventa, nel giro di un paio d'anni, il problema che vedete nelle guide sui siti compromessi. Un abbonamento quella parte la compra per voi, e per molte piccole imprese è denaro ben speso.
| La vostra situazione | Cosa conviene |
|---|---|
| Nessuno in azienda si occupa di informatica | Abbonamento, oppure proprietà con un contratto di manutenzione |
| C'è chi segue i sistemi aziendali | Proprietà: il costo scende e i limiti spariscono |
| Il sito deve collegarsi ai vostri gestionali | Proprietà: è quasi sempre il limite dell'abbonamento |
| Il sito cambia raramente e deve solo esserci | Il totale più basso su tre anni, senza altre considerazioni |
| State partendo e volete spendere il minimo oggi | Abbonamento, e si rivaluta fra un anno |
| Avete già avuto un fornitore che vi ha lasciati bloccati | Proprietà, con dominio e accessi vostri per contratto |
La terza strada, che risolve molti casi
Esiste una via di mezzo che spesso è la risposta giusta: un sito di proprietà, con un contratto di manutenzione. Vi tenete il codice, il dominio e la libertà di andarvene, e comprate la parte che l'abbonamento vi vendeva — cioè non doversene occupare. Un sito parte a partire da 390 € e la manutenzione è una voce a sé, che potete togliere quando volete senza perdere il sito.
Cosa deve dire un contratto di manutenzione perché valga
- Aggiornamenti e verifiche con una frequenza dichiarata, non «quando serve».
- Backup automatici, conservati fuori dallo stesso server, e verificati.
- Un tempo di risposta scritto per i problemi bloccanti.
- Quante modifiche ai contenuti sono comprese ogni mese.
- Cosa succede se lo interrompete: il sito resta vostro e continua a funzionare.
Domande frequenti
- Conviene un sito in abbonamento o di proprietà?
- Dipende da una cosa più che dal prezzo: se c'è qualcuno che se ne occuperà, con un nome e cognome. In abbonamento quella parte la comprate; in proprietà è vostra, e un sito senza manutenzione invecchia e prima o poi viene compromesso.
- Come si confrontano i costi?
- Sul totale a tre anni. Per l'abbonamento: canone del piano che vi serve davvero, per trentasei mesi, più le estensioni. Per la proprietà: costruzione, più dominio e hosting per tre anni, più la manutenzione. Confrontare il canone con la sola costruzione è l'errore più comune.
- Cosa succede se smetto di pagare?
- In abbonamento il sito si spegne. Con un sito di proprietà resta online finché c'è l'hosting, che costa una frazione. È la differenza di rischio più importante tra i due modelli.
- C'è una via di mezzo?
- Sì, ed è spesso la risposta giusta: sito di proprietà più un contratto di manutenzione. Vi tenete codice, dominio e libertà di andarvene, e comprate la parte che l'abbonamento vi vendeva. Stesso costo mensile, rischio diverso.
- Cosa deve contenere un contratto di manutenzione?
- Aggiornamenti con una frequenza dichiarata, backup verificati e conservati fuori dal server, un tempo di risposta scritto per i problemi bloccanti, quante modifiche ai contenuti sono comprese, e la conferma che interrompendolo il sito resta vostro.